Dalla Toscana alla Georgia.
vini
 
 
di  Enzo Di Giacomo
 
 
Una famiglia, quella di Bruna Baroncini, che produce vino sin dal 1500. Di generazione in generazione, profondamente legati al territorio. Da qualche anno però (dal 2000 ad essere precisi) gli interessi vitivinicoli dell'Azienda si sono allargati, spingendosi sino a ridosso del Caucaso.

Da San Gimignano e Chirsa, dalla Toscana alla Georgia. Caparbia e decisa, non a caso figlia d'arte, se così si può dire, Bruna ha portato su quelle antiche terre dell'est, già apprezzate dai romani, la coltura e cultura del vino. Sino ad arrivare oggi a una produzione annua di 8 mila bottiglie, gran parte della quale distribuita sul mercato georgiano e una piccola quantità “importata” in Italia.

Il vino (manco a dirlo) si chiama Chirsa, sposando il vitigno autoctono georgiano Saperavi con il Cabernet Sauvignon. Un’intuizione nata dalla voglia di sperimentare terre dove poter vinificare vino rosso che si è concretizzata in un vino dal colore rosso rubino, con una gradazione alcolica di 13%. Una scommessa che sta ripagando le fatiche di Bruna, una vita vissuta tra le vigne paterne di San Gimignano prima e quelle proprie delle Tenute Toscane.

Queste le mire espansionistiche della ragazza di San Gimignano. Ma l’attività è tutta italiana, tutta toscana, tra San Gimignano e Montepulciano, passando per Montalcino e Magliano sino ad approdare a Castelnuovo Berardenga. Radici profonde nella Toscana, dunque. Dove Bruna Baroncini ha saputo cogliere dall’azienda paterna quei segreti di produzione che le hanno permesso di portare a compimento il suo progetto con la creazione di cinque aziende, ognuna con la sua cantina, un centro di accoglienza e uno staff enologico di rilevo: Torre Terza a San Gimignano, Tenuta Il Faggeto a Montepulciano, Tenuta Poggio Il Castellare a Montalcino, Fattoria Querciarossa a Magliano, Tenuta Casuccio Tarletti a Castelnuovo Berardenga.

“Il mio viaggio l’ho terminato a Castelnuovo Berardenga dove devo fare dei vigneti, con l’obiettivo di lavorare sempre meglio per produrre vini di qualità” sottolinea Bruna Baroncini. E’ partita con la produzione della Vernaccia di San Gimignano per misurarsi in un crescendo con il Morellino di Scansano sino ad arrivare a scalare le vette del Vino Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino, che “per un produttore in Toscana penso sia la mèta più ambita” conclude la Baroncini. La produzione annua delle Tenute Toscane (oltre 30 ettari vitati) si aggira sulle 200 mila bottiglie annue e il fatturato è di circa 3 milioni di euro.

In rete: www.tenutetoscane.com


















 
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