Il Rosso sotto l'albero.
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Le uve vengono raccolte seguendo un calendario che da la precedenza agli acini dal sapore vagamente erboso del Merlot, seguono quelli del Carmenere, dalla buccia più consistente che racchiude una polpa dall’animo decisamente più “verde”, quelli di Cabernet Sauvignon, che riportano equilibrio nel sentore di erba, lasciando uscire la complessità odorosa di piccoli frutti rossi.

Fatto questo e pigiate le uve, lasciate a fermentare sulle bucce per una quindicina di giorni, il vino viene passato in botti per dodici mesi e successivamente assemblato nel cemento, unendo le tre uve; infine messo in bottiglia con il nome di Piedicero.

Con tanto di tappo tecnico che fissa il lungo lavoro e le scelte decise in vigna da agronomo ed enotecnico – Filippo Giannone e Andrea Boaretti – che curano le vigne guyot e a cordoni speronati dell’azienda nel versante meridionale dei colli Euganei di Stefano Gris che insieme con altri amici, accomunati dalla stessa passione hanno dato il via alla Griswine, costituendo una vera e propria cooperativa e producendo oltre al Piedicero anche un bianco, l’Amolaro, e un Passito.

Ma tornando alla bottiglia di Piedicero, è un rosso i.g.t. che pur con grado alcolico attorno ai 14 gradi che tuttavia non impensieriscono, anzi le morbidezze delle uve cabernet che armonizzano le forze del carmenere e la briosità del merlot, lo rendono un rosso piacevolmente beverino pur non sfociando nella facile ruffianità che ha fatto scuola per tanti vini rossi, resi fin troppo rotondi per accattivarsi quanti più clienti possibili dando però una grande pennellata di uniformità a moltissime produzioni che, per loro origine territoriale, dovrebbero avere caratteristiche ben distinte l'una dall'altra.

Ovvero quelle sfaccettature che riescono a dare al palato le note che identificano un territorio, il suo microclima, le storie e le passioni vitivinicole di chi lo produce. Insomma vini che abbiano una personalità propria, come nel caso del Piedicero che non ha la pretesa di essere nato da blasonate colline senesi, ma orgoglioso di avere come patria i nostri colli Euganei altrettanto generosi e capaci di dare rossi di qualità.

Degni di essere serviti con i gustosi piatti della nostra tradizione gastronomica padovana, dove troneggiano ricchi piatti di pasta fatta in casa, pennuti animali di corte, salami e soppresse de “casada” e tutte le altre robuste pietanze che ben si sposano con il rosso Piedicero, selvaggina compresa. Recensione di Mario Stramazzo.

Per informazioni: www.griswine.it




 
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