Il vino quotidiano.
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Senza alcun dubbio il 2009 ha firmato una grande annata per le cantine italiane: minori quantità, ma un risultato qualitativo che resterà nella storia.

Così è stato anche per la Cantina Cavazza, provincia di Vicenza. “Una stagione asciutta che ha facilitato la raccolta delle uve e favorito la loro maturazione, anche se precocemente rispetto agli anni precedenti” ci racconta Stefano Cavazza, responsabile commerciale dell’azienda di famiglia. “Questo significa per noi un minor raccolto, ma di livello qualitativo più elevato e soprattutto vini con profumi più eleganti e caratteristici”.

Le bottiglie prodotte quest’anno dall’azienda sono state circa 650.000, di cui la metà bianchi, 30% rossi (prodotti nella tenuta sui colli Berici di Alonte) e 20% spumanti. Quelle che per ora promettono bene sono il Gambellara Classico d.o.c “La Bocara”, il cabernet “Cicogna”, il Gambellara “Creari” e il tai rosso "Corallo”. A chiudere la vendemmia è arrivato qualche settimana fa un gradito riconoscimento: il premio “Vino quotidiano” al “Gambellara Classico La Bocara 2008”, assegnato da Slow Food.

Il Gambellara classico “La Bocara 2008 ”, insieme ad altre 25 etichette venete, è rientrato nel range dei vini che sono in commercio al pubblico ad un prezzo inferiore ai 10 euro, la cui caratteristica principale è la qualità.

“Ogni anno le richieste di questo vino sono sempre più importanti” – ci dice Giancarlo Cavazza, enologo dell’azienda. “Il Bocara è un bianco che ha trovato una sua collocazione precisa nel nostro territorio. I migliori wine bar e le osterie più rinomate lo servono sempre più volentieri in mescita, in quanto si tratta di un bianco piacevole, fruttato con un rapporto qualità prezzo quasi unico”.

E fra pochi mesi l’azienda Cavazza ha in serbo una novità assoluta: la prima annata del “Selva Vin Santo 2003”, che sarà messo in commercio a dicembre 2009.
A base di uve 100% Garganega, viene fatto ancora come una volta. Le uve, raccolte e scelte a mano, vengono messe ad appassire con il vecchio sistema dei “picai”, che prevede la legatura dei singoli grappoli sino a formare lunghe collane. La torchiatura, manuale, avviene tradizionalmente durante la Settimana Santa. Il mosto viene poi messo a fermentare e maturare per tre anni in piccole botti di rovere da 228 lt. L’imbottigliamento avviene solo dopo 4 anni e l’affinamento termina in bottiglia. Si tratta di un vino passito da dessert, ideale per accompagnare formaggi erborinati o stagionati, cioccolato e pasticceria secca. Appunti di Romina Savi.

Per informazioni:
Azienda Agricola Cavazza
Contrada Selva 22 – 36054 Montebello Vicentino (Vicenza)
Telefono: 0444 649166 - Indirizzo mail: info@cavazzawine.com




 
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