
Il Verdicchio, il bianco dalla lunga vita e dai molti primati. Sono trascorsi infatti ben 40 anni da quando venne assegnata la DOC e oggi si brinda alla nuova DOCG che il Ministero delle Politiche Agricole ha assegnato al Verdicchio Riserva dei Castelli di Jesi.
Trentaquattro le Aziende che producono il vino ambasciatore delle Marche in Italia e nel mondo per un totale di 70 etichette delle sei tipologie: Verdicchio dei Castelli dei Jesi, Classico, Superiore, Riserva, Spumante e Passito.
Il nome Verdicchio è riferito al colore dell’acino: il vino si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli e proprio un botanico di Jesi nel 1560, vedendo che rimaneva verde a maturazione inoltrata, lo chiamò verdicchio.
Una particolarità che lo rende così longevo, pur essendo un vino bianco, è rappresentata dalla componente etil-caffeato, presente nelle uve rosse e soltanto nel verdicchio. L’etil-caffeato è stata scoperta dall’Università Agraria di Ancona lo scorso anno ed è una molecola che fa invecchiare, favorendo la longevità del vino.
Alcuni numeri sulla “fecondità” enologica delle Marche: 20.000 ettari di colline vitate, 14 vini Doc con il sempre più apprezzato Verdicchio dei Castelli di Jesi, 2 Docg per un totale di 1.800.000 ettolitri di vino prodotto.
Una delle etichette più conosciute è certamente quella dell'azienda Fazi Battaglia, con la caratteristica bottiglia dalle curve morbide e sinuose. L’ha realizzata l’architetto milanese Antonio Maiocchi nel 1954, ispirandosi alle anfore che venivano utilizzate dagli etruschi e dai romani per trasportare le sostanze alimentari e liquide all’interno delle navi.
Per saperne di più:
www.assivip.it/vini.asp