I sigari di Orson Welles.
sigari
 
 
di  Carlo Speronello
 
 
Un vecchio ed impolverato libro edito da Rizzoli, da anni dimenticato in un angolo della libreria. Scritto da Giuseppe Cipriani, inventore dell'Harry's Bar di Venezia. Vi si narrano aneddoti e curiosità intorno al celebre locale.

Tra i personaggi a cui si fa riferimento, anche Orson Welles. La sua risata, raccontavano i camerieri dell'epoca, si sentiva da metà Calle Vallaresso. Grande come un armadio, Welles entrava all'Harry's e aveva fame e sete. Si mangiava subito due piatti di sandwich e beveva tutto d'un fiato due bottiglie di Don Perignon ghiacciato. Poi si lasciava andare sullo schienale della poltrona e si guardava intorno soddisfatto.

"Falso burbero, generoso, pasticcione e disordinato, dimenticava spesso di pagare i conti. Una volta - scrive Cipriani - dovetti andare alla stazione, stava prendendo un treno. Mi dette un pacco di travellers cheque (gli assegni da viaggio da controfirmare). Il treno stava per muoversi. Li firmi Lei, Cipriani, con il mio nome, mi gridò ridendo, senza togliersi il lungo sigaro di bocca. E quella risata soffocò il rumore delle ruote finchè il treno uscì dalla pensilina."

Raccontava invece Zino Davidoff come i sigari preferiti da Orson Welles fossero i Montecristo e i Por Larranaga. "Voleva sempre aprire le scatole, prime di acquistarle. Di fronte a qualche occasionale rifiuto, imprecava ad alta voce, ma poi i sigari li acquistava lo stesso."



 
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