
Articolo di Lorenza Toson.
“Vieni a vivere con me, sai quante cose potremmo fare”, canta Luca Carboni, e Michaela K. Bellisario annuisce alle note di quel tormentone, un inno alla convivenza.
Lei, che nel suo manuale “Felici e conviventi” (ed. Morellini) ha scandagliato nelle profondità delle unioni non sancite dalle leggi del clero, ricorda anche le battute seguenti della canzone “Potremmo essere felici e a volte anche un po' ...disperati”.
“Perchè si inizia con le migliori intenzioni – spiega l'autrice – poi si finisce per litigare per il telecomando, per il colore delle pareti, per il disordine in bagno”.
Uscito nelle librerie italiane da pochi giorni, “Felici e conviventi” si avvale anche della preziosa collaborazione di Stefano Bonometti, alias Mr. Sweerheart, il quale getta una prospettiva dissacrante e certamente rivelatrice nella vita di coppia vista dalla parte di lui.
All'Autrice abbiamo chiesto di concedersi un'auto intervista, che qui raccogliamo.
1 - C'è un segreto per essere felici conviventi?
Certo! Pazienza e regole condivise. La tolleranza è fondamentale dopo la fase iniziale dell'entusiasmo. Nel libro spiego che ci vogliono 21 giorni di adattamento. Il problema è che bisogna fissare regole. E molte coppie si perdono in questa fase. Il banco di prova sono le pulizie e l'organizzazione domestica.
2 - Citi Vip famosi... perchè si decide di convivere?
Susan Sarandon, che peraltro dopo 21 anni si è appena lasciata con Tim Burton, una volta ha dichiarato che la convivenza "non ti fa dare per scontata" dal partner. E lo stesso ha detto un'altra Vip Goldie Hawn sul suo rapporto con Kurt Russell, una delle coppie di ferro di Hollywood. Qualcosa vorrà dire, alla fine. La convivenza in effetti si fonda esclusivamente sull'amore. Quando il patto d'amore finisce non c'è motivo di vivere ancora insieme. E' un "patto" molto libero che richiede quindi notevole impegno. Attualmente il 40% decide di convivere come scelta prematrimoniale, un altro 40% per motivi di ordine vario (lei/lui in attesa di separazione, coppie omosessuali, etc), il restante 20% per scelta.
3 - Com'è nata l'idea del libro? Nel libro peraltro parli anche degli aspetti "legali" della convivenza in assenza di una legislazione...
In realtà il libro vuole essere un manuale per convivere lo stesso tetto. Va bene quindi anche per le coppie sposate. Ma va bene anche per gli universitari che condividono lo stesso appartamento. Come dicevo, si condivide lo stesso tetto sempre con grande entusiasmo. Poi però ci si perde appena si vede un calzino fuori posto o appena si lasciano i piatti sporchi in cucina. La tutela, in effetti, è il grande problema della convivenza in Italia. Sono state presentate ben sette proposte di legge, sul modello dei Pacs francesi, da entrambi gli schieramenti ma le frange cattoliche hanno sempre opposto resistenza. Oggi si "bypassa" la questione con i cosiddetti contratti di convivenza che regolano le questioni patrimoniali davanti a un notaio.
5 - Per concludere... Le tre cose che danno fastidio a lui?
Interromperlo mentre guarda la partita in tv con gli amici, passare l'aspirapolvere mentre sta sonnecchiando sul divano, forzarlo a una seduta di shopping. Per gli uomini sono torture..
3 - Le tre cose che danno fastidio a lei?
Fossero solo tre! Non partecipa alle pulizie domestiche, quando sei fuori con le amiche ti chiama perchè non sa prepararsi neppure i 4 salti in padella, quando lo trascini a fare shopping ti aspetta fuori dal negozio impaziente neppure fosse un palo...Continuo?
… No, no, grazie. Continueremo noi leggendo il libro (che consigliamo).